Home / Calcio / Serie D Gir. I / Marsala nel Pallone – Quando il tifo spegne il calcio
mirò

Marsala nel Pallone – Quando il tifo spegne il calcio

Surreale come un quadro di Joan Mirò: così si presentava il Nino Lombardo Angotta durante la partita tra Marsala 1912 e Leonfortese. Un’atmosfera spettrale avvolgeva i pochi presenti (naturalmente tutti autorizzati) che sedevano sugli spalti di uno dei tempi del calcio siciliano. Ad un certo punto sembrava che ci fossero più poliziotti che spettatori ma era solo un’illusione ottica: solitamente le forze dell’ordine sono distribuite in tutti i settori ma ieri, vista l’assenza di pubblico, erano assiepate sotto la tribuna e apparivano in un numero smisurato. Uno degli aspetti positivi di una situazione del genere è stato essere coinvolti nella gara dalle grida di giocatori ed allenatori ma, francamente, potevamo anche farne a meno. Per quanto riguarda la partita, su questo sito trovate le azioni salienti ad opera di Claudio Rallo, io non voglio aggiungere nulla.

AUDIO: l’intervista a Matteo Gerardi riguardo la decisione del CASMS da Fantastica Sport del 21 Novembre 2015

 

La decisione del CASMS ha segnato uno dei momenti più bui del calcio marsalese. Il provvedimento di giocare la gara di ieri a porte chiuse accende le luci su quanto accaduto alla Fiumara del Sossio martedì 10 Novembre e mette in ombra il blasone del Marsala 1912. Si legge chiaramente di “aggressione posta in essere da un gruppo di tifosi del Marsala ai danni degli stessi calciatori della locale squadra”. Un atto spregiudicato e riprovevole che non ha giustificazione. Se qualcuno pensa che è questa la via da seguire per spronare i calciatori a dare ancor più di quanto danno, ritengo che sia stia sbagliando di grosso. Se fosse questo il giusto metodo, immaginerei i “blancos” madrileni fustigati al centro di Plaza del Sol dopo la sconfitta interna contro gli storici rivali del Barcellona. Ma la mia rimarrebbe soltanto una fantasticheria perché in qualsiasi città civile una cosa del genere non accadrebbe. Certo, è successa però a Taranto dove i giocatori sono stati schiaffeggiati proprio dai loro tifosi dopo la sconfitta contro la Turris sebbene avessere giocato una bella partita ma questo non è un episodio da prendere come esempio. Questo spirito di emulazione sembra essere quanto mai acceso in questo periodo visto un altro episodio successo dopo la trasferta di Aversa quando sono state restituite le maglie ai giocatori, gesto perpetrato dai tifosi dello Spezia dopo la sconfitta di Trapani. Per sapere quale sarà la prossima mossa, basterà leggere le notizie di cronaca.

Insomma, così non si può andare avanti. Questo provvedimento “punitivo” da parte del CASMS accumula anche quanto successo contro la Parmonval e il San Giovanni Gemini nelle scorse stagioni. Ormai Marsala è stata marchiata come “recidiva” e qualsiasi futuro gesto, contro le regole della legalità, porterà a dei provvedimenti ancor più pesanti per la gioia di chi, come ha detto ieri Pergolizzi dopo la partita, in queste cose “ci sguazza e ci ride”. Non c’è nulla da ridere, anzi. E’ ancora troppo difficile, per alcuni, capire che a Marsala e dintorni non esiste attualmente alcun imprenditore o cordata capace di prendere in mano la società e fare calcio. O forse lo hanno capito bene, benissimo. Perché, come disse Andreotti, “A pensar male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina”. E allora io penso che qualcuno si sia messo in testa di danneggiare questa società, di sfiancarla a colpi di irruzioni notturne e danni economici. Un mancato incasso, una multa, una squalifica del campo sono macigni nelle casse della società che avranno ripercussioni sulle trasferte, sulla gestione dello stadio o sulla rosa dei giocatori a disposizione. Il mercato dicembrino si avvicina e tutti chiedono l’attaccante o il centrocampista o il difensore perché la rosa è corta ma sono le stesse persone che, se non ci sguazzano o non ci ridono, preferiscono ascoltare la radiocronaca della partita che andare allo stadio e pagare il biglietto. E quando ‘u zu Bastianu (nome di fantasia, come la zia Peppina di Fossarunza) chiede lo scalpo di questi dirigenti, chiede anche la fine dello spettacolo. E lo chiedono tutti coloro che, inconsapevolmente o meno, in questa stagione remano contro il Marsala 1912.

Signori miei, ci stiamo buttando la zappa sui piedi e non ce ne accorgiamo. Bisogna, ora più che mai, stringerci alla squadra, supportarla ed incitarla in massa nelle partite interne, prendere le distanze da chi desidera il male per il Marsala 1912. Altrimenti gli stupidi retaggi del passato restituiranno il titolo agli stessi archivi del tribunale dove l’avv. Giacalone è andato a prenderselo alcuni anni addietro. E allora finiremo finalmente di lamentarci perché a Marsala si sarà finalmente spento il calcio. 

Peppe Caruso

Culicchia SRL

About Peppe Caruso

"Il dilettante è colui che pensa che siano sempre gli altri a sbagliare. Il professionista è colui che riconosce i suoi sbagli e li corregge." Racconto lo sport a modo mio attraverso il web e le radiocronache del Marsala 1912 su Radio Fantastica Marsala 97.5

Check Also

1467126338749

RIMANDATA – Marsala 1912: conferenza stampa in diretta radio e video

Ore 17:00: Il presidente Bonafede ci ha appena comunicato che la conferenza stampa di oggi …