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L'abbraccio e il bacio tra Giuseppe Milazzo e Luigi Vinci
L'abbraccio e il bacio tra Giuseppe Milazzo e Luigi Vinci

La presentazione dell’ASD Marsala Calcio e la morte del Marsala 1912, tra amicizie e strafalcioni

Alle ore 20 del 24 luglio 2017 è stata svelata al pubblico l’ASD Marsala Calcio, la neonata squadra di calcio marsalese che ha acquisito il titolo del Riviera Marmi e che, probabilmente, potrà in futuro fregiarsi dell’appellativo di “Marsala 1912”. Esce pubblicamente allo scoperto anche l’avvocato Giuseppe Milazzo, coagulante della volontà di diversi suoi amici di rilanciare il calcio nella città di Marsala. Nella gremita sala conferenze del Monumento dei Mille, siedono insieme a lui anche il sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo e l’imprenditore Luigi Vinci in rappresentanza dell’SC Marsala 1912, del quale è amministratore unico, e come vedremo co-presidente del nuovo sodalizio insieme allo stesso Milazzo. Apriamo una piccola parentesi: tenere il piede in due scarpe non è il massimo di etica sportiva. Sarebbe stato più opportuno che Vinci avesse lasciato l’incarico di amministratore unico del Marsala 1912 prima di essere presentato al pubblico come co-presidente di un’altra squadra di calcio della stessa città. Soprattutto se, come vedremo in seguito, di una società che vuole prendere in eredità l’immagine dell’altra. Trentacinque minuti di belle parole (quasi tutte), nostalgici amarcord per amaliare la folta schiera di appassionati azzurri i quali, vista l’età media in sala, avranno sicuramente rivissuto emozionanti momenti di gioventù ma anche di svariati strafalcioni derivanti dall’evidente inesperienza dei protagonisti.

IMG-20170726-WA0002Il primo a prendere la parola è il primo cittadino Alberto Di Girolamo il quale detiene la delega allo sport dopo le dimissioni di Lucia Cerniglia circa dieci mesi addietro. Il sindaco ribadisce l’impossibilità di sostenere addirittura due squadre di calcio in una città come Marsala dove ci sono state oggettive difficoltà nel sostenerne una soltanto. Il suo accorato appello di unire le forze è stato all’apparenza raccolto da Milazzo e Vinci e quindi ecco i due felicemente seduti dietro lo stesso tavolo speranzosi che l’amministrazione comunale possa ringiovanire il Nino Lombardo Angotta. L’appello giusto al momento giusto.

Luigi Vinci invece esordisce con le solite accuse/offese alla stampa e agli organi di informazione, gli stessi che sono invece benvoluti quando occorre costruirsi un attimo di notorietà – ma questo aspetto lo approfondiremo dopo. Senza mezzi termini, Vinci comunica che il Marsala 1912 e i suoi 105 anni di storia sono destinati a morire, come da noi ampiamente anticipato, ma si cercherà di fare tutto il possibile per trasferirne il nome e il logo all’ASD Marsala Calcio. Mostra anche la domanda di iscrizione al campionato di Promozione e la richiesta di ripescaggio in Eccellenza ma evita di precisare se siano stati ottemperati tutti gli obblighi previsti, gli stessi da lui elencati e considerati ostacoli facilmente superabili durante l’assemblea pubblica del 3 Luglio scorso; obblighi che se non ottemperati renderebbero quei documenti solamente carta straccia e, a quanto ci risulta, sono diventati grossi ostacoli vista la richiesta ai soci di minoranza di – giustamente – partecipare alle spese per affrontare il prossimo campionato di Promozione e la recente disponibilità da parte di quest’ultimi accompagnata dalla diffida nei suoi confronti dal percorrere qualsiasi altra soluzione. L’amministratore unico rievoca la sua vittoriosa gestione della stagione 2014/15 quando il Marsala 1912 vinse il campionato di Eccellenza e la Coppa Italia regionale, messa in bella mostra sopra una maglietta azzurra raffigurante il volto di Nino De Vita, giovane giocatore marsalese prematuramente scomparso a causa di un incidente d’auto. Vinci mostra la pagina di un quotidiano sportivo dell’epoca dove si racconta delle gesta di quel Marsala 1912 ma non scende nei particolari e soprattutto nei colpi di scena di quella stagione: le sue dimissioni per ben tre volte dalla carica di Presidente e la rottura con il resto della dirigenza, e quindi il suo estraniamento dalla gestione della squadra, in occasione delle elezioni amministrative di quell’anno, proprio quando servivano ancora più forze per affrontare il dispendioso campionato di Serie D. Non fa neanche parola degli ultimi sette mesi alla guida della società che hanno portato alla retrocessione del centenario Marsala 1912 in Promozione. La polvere la si può nascondere sotto al tappeto ma rimane sempre lì.

L’avvocato Giuseppe Milazzo si presenta come un ottimo oratore capace di dirigere l’attenzione degli spettatori verso la direzione che a lui è più congeniale. La sua esposizione è decisa, le pause studiate, il tono della voce si alza e si abbassa per volutamente sottolineare o meno alcuni aspetti o dettagli accompagnato da azzeccati gesti delle mani ed espressioni del volto. Milazzo è un avvocato, anche bravo, e dimostra tutta la sua esperienza maturata nelle aule dei tribunali per prendere in mano le redini della situazione. Esordisce invitando i soci di minoranza del Marsala 1912 (palese interferenza in casa altrui) a dare la loro disponibilità alla cessione del marchio/logo del Marsala 1912 alla nuova compagine calcistica. In questo caso, anche se le carte federali lo impediscono, il logo sarebbe apposto nelle nuove maglie dell’ASD Marsala Calcio in barba al rispetto delle regole. A seguire un tipico esempio di normalità che diventa eccezionalità: Milazzo a gran voce proclama che per ogni fattura emessa verrà versata l’IVA! Non poteva mancare il riferimento ai “rivali” trapanesi e Milazzo pronostica di raggiungere il Trapani e superarlo in quattro anni. Parole queste che riportano in mente il discorso di insediamento di Luigi Vinci nel 2014 quando promise di portare il Marsala in serie B in cinque anni ma sappiamo com’è finita. Ripercorre le tappe e gli eventi che hanno scandito gli ultimi cinque mesi di silente lavoro per costruire il nuovo sodalizio e racconta dei suoi confronti con l’amico notaio Salvatore Lombardo, l’indimenticato sindaco di Marsala, e l’attuale primo cittadino Alberto Di Girolamo dai quali ha ricevuto impulsi positivi per avviare questo nuovo percorso. E quindi il via alla ricerca di un titolo da acquisire, trovato a Custonaci grazie alla preziosa e indispensabile intermediazione dell’ex DS azzurro Cosimo Tumbarello. Strano però non vederlo almeno in sala in un momento così importante. Trovata una matricola con cui iscriversi al campionato di Eccellenza, ecco iniziare la costruzione di un nuovo assetto societario e di un organico competitivo. Nel frattempo cresce il numero di amici che sposano questa giusta causa fino a diventare ben ventotto. Dimenticavamo, tra le sue amicizie figura anche il presidente del Comitato Regionale Siclia della LND Santino Lo Presti. L’avvocato Milazzo ha tanti amici e nel mondo del calcio gli amici sono risorse importanti.

Ignazio Chianetta sulla panchina del Borgata Terrenove
Ignazio Chianetta sulla panchina del Borgata Terrenove

Dopo aver citato uno ad uno i nomi di svariati giocatori azzurri che negli ultimi 105 anni hanno regalato lustro al vessilo azzurro – in fondo un pò di romanticismo non guasta mai, si instaura un buon rapporto con la tifoseria, soprattutto se è la prima volta che ci si presenta a cospetto, e si devia l’attenzione della platea da altri argomenti – il co-presidente dell’ASD Marsala 1912 snocciola i nomi dei giocatori già accasati. Tra i più altisonanti, citiamo Giovanni Maltese, Mario Lo Iacono (portiere ex Riviera Marmi), Valerio Genesio, Gino Giardina, Benny Calaiò, Tony Scarpitta, Maiko Candiano, Davide Testa, Corrado Montalbano e soprattutto il talentuoso Nagib Sekkoum. Oltre a questi tanti altri nomi, tra i quali un paio di figli di amici di Milazzo e l’abboccamento con Nanni Amodeo, bomber di razza che ha trovato fortuna lontano dalla sua Marsala. Un lineup quindi importante ma in netta controtendenza con le attuali strategie gestionali del mondo dilettantistico. Vista la crisi economica che attanaglia il mondo del pallone, negli ultimi anni si cerca quanto più di contenere il budget costruendo squadre con pochi senior attorniati da giovani di buon valore. Strategia che, quando è stata ben adottata, è riuscita a dare grandi soddisfazioni sia nel mondo professionistico che dilettantistico. Milazzo sembra, almeno sotto questo punto di vista, avere le idee ben chiare sulla gestione economica di questa “corazzata” ma rimane certa la sua inesperienza alla guida di un sodalizio calcistico e la carenza di “liquidità” della quale ha sofferto il Marsala 1912. A naso potrebbe sembrare che si stia facendo un passo più lungo della gamba e questo dubbio purtroppo non è stato fugato visto che non è stato illustrato il business plan dell’ASD Marsala Calcio. Insomma, una formazione che sulla carta potrebbe “stracciare” il campionato la quale guida tecnica sarà affidata ad Ignazio Chianetta, un allenatore dal curriculum molto scarno. Il tecnico marsalese, allo stesso tempo consigliere comunale della maggioranza che supporta il sindaco Di Girolamo, ha alle spalle solamente mezza stagione con il Paceco in Eccellenza e alcune stagioni in Prima Categoria e Promozione sulla panchina della Borgata Terrenove. Chianetta non ha sicuramente un curriculum al pari di tanti giocatori che andrà ad allenare ma è lui uno degli artefici della nascita dell’ASD Marsala Calcio. Dulcis in fundo, il teatrale abbraccio e bacio tra Milazzo e suo “fratello” Luigi Vinci a pochi centimetri dal naso dello stupito sindaco Di Girolamo. Scena strappalacrime da libro Cuore.

Screenshot_2017-07-25-08-49-30Tanti quindi gli argomenti esposti ma anche diversi gli strafalcioni. Il primo è stato il modo con il quale questa (o queste) assemblea pubblica è stata convocata e gestita. La mail inviata giorno 20 luglio dal responsabile della comunicazione del Marsala 1912 Antonio Tobia non da spazio ad “errori soggettivi di interpretazione da parte di qualche giornalista-giornalaio” come affermato da Vinci.  A scanso di equivoci e per civilmente rispedire al mittente le puerili offese, pubblichiamo l’invito ricevuto dove si legge chiaramente di una conferenza stampa – assemblea pubblica (come accaduto il 3 luglio alla Fiumara del Sossio con protagonista il solo Vinci e tante volte precedentemente) alla quale sono stati invitati i giornalisti e gli operatori dell’informazione, nonché tutti i tifosi interessati. Forse al pignolo Luigi Vinci la  differenza tra una conferenza stampa e un’assemblea pubblica non è molto chiara al contrario di quanto ha dichiarato, tanto da dare mandato al suo responsabile alla comunicazione di stilare quel comunicato stampa. Lo stridio delle unghie sui vetri è un rumore fastidiosissimo. Alla stessa maniera, la convocazione dell’ASD Marsala Calcio pubblicata da solamente un’organo di informazione (perché solo a questo inviata, palese dimostrazione di mancanza di alcuna organizzazione nella comunicazione) due giorni dopo il comunicato stampa dell’altra società denota come questo evento non sia stato, almeno inizialmente, “pilotato” o “concertato” tra le società stesse e che la seconda sia stata una risposta alla prima. La prossima volta basterebbe diramare un comunicato stampa congiunto (possibilissima soluzione, altro che impossibile) al fine di fugare qualsiasi dubbio visto che sono state moltissime le persone che si sono presentate alle 19 e 15 al Monumento dei Mille – per poi attendere per ben tre quarti d’ora l’arrivo di Luigi Vinci, altro strafalcione –  in attesa di due separate “parlate” che alla fine si sono congiunte. Ma il massimo dell’incredulità è stato l’aver imbavagliato gli organi di informazione e la platea in sala rimandando la possibilità di fare domande ad una prossima conferenza stampa. Il concetto è stato subito messo in chiaro: “parla il sindaco, parla Vinci e parla Milazzo… voi siete qui per ascoltare” (anche se una domanda da parte di un tifoso è arrivata). Senza volerci inventare nulla e ricorrendo al dizionario Treccani, vorremmo far notare che per assemblea si intende una “Riunione di persone per discutere o deliberare su affari di interesse comune o collettivo” e per conferenza stampa invece un “intervista concessa da uomini politici, scrittori, attori, cantanti e, in genere, persone molto note, ai rappresentanti della stampa”. Né l’una, né l’altra sono andate in scena al Monumento dei Mille. Vorremmo chiedere al presidente Milazzo in che modo vorrebbe instaurare un rapporto di cordialità con la stampa visto questo infelice esordio o se per “rapporto cordiale” intende una stampa succube, silente e accondiscendente? (indubbi della sua etica e moralità, respingiamo questa ultima ipotesi e concediamo il beneficio dell’inesperienza).

La falsa maglia dell'ASD Marsala Calcio
La falsa maglia dell’ASD Marsala Calcio

Nel mondo professionistico, sono i giornalisti ad essere in ritardo e non i rappresentanti delle società calcistiche. Nel mondo dei professionisti, i professionisti non si sottraggono alle domande dei giornalisti e soprattutto non si arrampicano sui muri lisci del Monumento dei Mille per nascondere le diatribe interne. Come ha affermato lo stesso Milazzo, gli screzi con Vinci ci sono stati e ci saranno perché sono due personalità “fumantine”. Questa è la spada di Damocle che pende sull’imminente futuro del calcio marsalese. Fino a quando questo connubio potrà durare? forse fino allo scadere dell’ultimo termine per regolarizzare l’iscrizione del Marsala 1912 al campionato di Promozione ed eliminare definitivamente questa ingombrante presenza?  Forse fino al difficile ottenimento del logo del Marsala 1912? Sembra di stare al capezzale del moribondo al fine di accaparrarsi l’eredità. Fino a quando il sindaco Di Girolamo riuscirà a sedare gli animi dei due co-presidenti? Se nella stagione dei successi l’allora presidente Vinci si dimise per contrasti all’interno del consiglio di amministrazione dove tra gli altri quattro componenti figurava il proprio figlio Francesco, come potrà adesso condividere il “potere” con Milazzo e gli altri ventisei amici che Milazzo vorrebbe diventassero cento o mille? Davanti a tutto ciò, Milazzo si trincera dietro l’impegno comune di dare un futuro al calcio marsalese ma queste parole pronunciate nel mezzo di un’arringa apparsa volta a persuadere e muovere gli affetti dei presenti piuttosto che a spiegare come stanno realmente le cose, a volte sfociata in una mielosa omelia, perdono tanto del loro significato intrinseco. Ancor più se pronunciate dinanzi ad una falsa maglia biancazzurra, altro strafalcione di un’avventura partita non benissimo ma alla quale auguriamo di avere lunga vita e riportare il calcio marsalese ai livelli che merita. Magari con più chiarezza e meno strafalcioni.

 

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